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Il piacere della lettura... a Natale!

La tregua di Natale. Lettere dal fronte, a cura di Alberto Del Bono a cura di, Lindau, 2014

Il fatto ha del miracoloso, anche se non tutti ne sono a conoscenza.
Accadde 101 anni fa, durante la notte di Natale: nelle trincee del fronte occidentale (Francia e Belgio), la Grande Guerra si fermò e ci fu una tregua.

Si trattò di un’eccezionale circostanza nata dalla spontaneità e da un sentimento di fratellanza universale. I soldati di entrambe le fazioni uscirono allo scoperto, si abbracciarono, fumarono e cantarono insieme, si scambiarono doni. Questa tregua non fu ordinata dai comandi supremi, anzi gli Stati Maggiori coinvolti nel conflitto fecero di tutto per nascondere l’accaduto e cancellarne la memoria. Recentemente però dagli archivi militari di tutta Europa sono emerse lettere, diari e fotografie che raccontano a noi posteri il miracolo avvenuto: la tregua che avvenne nel periodo di Natale del 1914.

In questo volume Alberto del Bono raccoglie le parole dei soldati impresse nelle lettere che spedirono ai parenti e spesso consegnate da quest’ultimi ai giornali affinchè le pubblicassero. Sono lettere tenere e disperate, a volte sintetiche a volte estremamente prolisse, sgrammaticate oppure coltissime ma con un unico denominatore: quello di essere impegnati in una drammatica, logorante guerra di trincea.

Questo libro offre lo spunto per una profonda riflessione sull’orrore della guerra, sullo spreco di giovani vite umane il cui futuro venne annientato dalla follia collettiva in cui caddero i paesi d’Europa. Pagine di storia che possono e devono essere un insegnamento per il nostro presente.

Recensione di Francesca Rozzi

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Capodanno da mia madre, Alejandro Palomas, Neri Pozza, 2015

Amalia sta preparando la tavola per la cena di capodanno. Da qualche anno i suoi tre figli, Ferdinando, Emma, Silvia e suo fratello Eduardo si trovano da lei per festeggiare. Si ritrovano insieme da quando il rispettivo marito e padre li ha abbandonati, così all’improvviso, lasciando loro un sintetico quanto brutale bigliettino nel quale esprimeva tutta la sua inadeguatezza e indifferenza al ruolo e chiedeva di essere dimenticato per sempre. Ma la vita si sa procede inesorabile anche dopo questi devastanti episodi  continuando a tessere la sue trame e così il capodanno è diventato per tutti un’occasione per ritrovarsi, parlare, condividere.

Ferdinando (voce narrante) è l’unico figlio maschio ed è molto sensibile e introverso. Dopo quattro anni di convivenza il suo compagno Andreas lo ha lasciato e per farsi perdonare gli ha regalato un cucciolo di cane, Max.

Silvia è la più grande: è decisa, forte, determinata. Ha fatto una brillante carriera, non ha figli e convive con Peter, un norvegese. Fuma in continuazione ed è ossessionata dalla pulizia.

Emma è la figlia più piccola. Fragile, taciturna, spesso in disparte da qualche anno vive con Olga che non la abbandona mai presenziando a tutti gli incontri e imponendosi con il suo bizzarro modo di fare.

Lo zio Eduardo vive stabilmente a Lisbona ma non manca mai all’appuntamento. Totalmente inaffidabile è un impenitente dongiovanni, ma è anche sinceramente legato a tutti loro.

Durante questa cena di capodanno tutto ci viene raccontato, quello che sta accadendo a quello che è accaduto, le singole storie e la storia della famiglia, i legami personali e quelli parentali. Lo stile è impareggiabile per la delicatezza e la sensibilità nel tratteggiare le diverse personalità e per la capacità di alternare momenti di toccante realismo e dolore a momenti di totale eccentricità e umorismo che ci fanno ridere di gusto. È come assistere ad uno spettacolo di fuochi d’artificio, magari  proprio la sera di capodanno, e pensare e rivivere i contrastanti sentimenti che quel momento suscita in noi.

Recensione di Nicoletta Ferretti

 

[Ultimo aggiornamento: 11/01/2016 11:35:54]